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FILO D'ARIANNA FESTIVAL 2008

TREDICESIMA EDIZIONE
direzione artistica Daniela Nicosia

 

ARRIVATE A BELLUNO LE ESCLUSIVE FOTO DI FRANCESCO CARBONE PER LA MOSTRA FOTOGRAFICA DEDICATA A PINA BAUSCH

 

Affascinanti ed evocative silhouette sono furtivamente entrate qualche giorno fa al Teatro Comunale. Immagini, sguardi, frammenti di una memoria artistica lunga più di vent’anni… sono le esclusive fotografie di Francesco Carbone, uno fra i pochissimi fotografi europei autorizzati ad immortalare gli spettacoli di Pina Bausch, che la direttrice artistica del Filo d’Arianna Festival Daniela Nicosia ha personalmente selezionato e scelto, fra le tante custodite nello studio di Carbone a Roma, per allestire la mostra Pina Bausch: teatro dell’esperienza, danza della vita nel Cubo di Mario Botta a Palazzo Crepadona a Belluno.

Nato a Roma nel 1945, Carbone dal 1982 segue quasi esclusivamente la compagnia di Pina Bausch con un archivio vastissimo prodotto seguendo la coreografa tedesca nei vari teatri del mondo. Carbone ha dedicato alla Bausch numerose mostre personali in diverse nazioni, le sue foto sono spesso utilizzate per manifesti e programmi di sala del Wuppertal Tanztheater e nel 2007 è autore con i testi di Leonetta Bentivoglio del libro Pina Bausch vous appelle (L’Arche Editeur). Il suo è, dunque, lo sguardo privilegiato di chi ha seguito con costanza l’evoluzione coreografica ed estetica di Pina Bausch sin dagli esordi degli anni Settanta e celebra in questa mostra un'artista e un'amica. Le immagini esposte a Belluno, di grande impatto visivo, esaltano e valorizzano la gestualità originale e le emozioni che sempre scaturiscono dalle coreografie di questa grande artista, Philippine Bausch, detta Pina, considerata tra le più influenti ed importanti coreografe mondiali. Direttrice artistica, dal 1973, del Tanztheater Wuppertal, dall'inconfondibile silhouette nera, sofferente, come in preda all'imminente consunzione, ma in realtà da anni potente e energica capofila del genere teatrodanza (Tanztheater), questa artista è riuscita a modificare gli orizzonti della danza del nostro tempo.

Curatrice della mostra è Lucrezia Zazzera, danzatrice e coreografa, che ha perfezionato i suoi studi di danza classica presso la Joeffrey Ballet School di New York e di danza moderna con insegnanti della Martha Graham e Merce Cunningham Dance Company. Affina la sua formazione con il Wuppertal TanzTheater e nel ’94 è invitata come professionista ospite presso la Folkwang Hochschule di Essen diretta da Pina Bausch. Dal ’95 si trasferisce a Roma dove incontra il fotografo Francesco Carbone per il quale cura numerose mostre fotografiche dedicate a Pina.

La mostra, che impreziosisce la sezione arti visive del Festival, sarà inaugurata giovedì 3 luglio alle ore 20:45 in occasione di Serata al Cubo. Una serata all’interno della quale l’inaugurazione sarà preceduta dalla performance della danzatrice bellunese Laura Zago Eppure sono… più del nulla alle ore 20:15, e seguita dalla proiezione di filmati originali, sempre dedicati alla Bausch, con il contributo critico di Eugenia Casini Ropa.

La professoressa Casini Ropa, grazie alla proiezioni di preziosi filmati originali e particolari, autentiche chicche, delle piece più celebri ed apprezzate, ci accompagna in un interessante ed inaspettato viaggio nell'estetica e nell'arte della Bausch, in un viaggio di scoperta - e di riscoperta - di un'artista che, senza bisogno di denunciare platealmente la sua rottura con la tradizione, la attua. Un omaggio ad una donna che ha donato ai corpi la possibilità di parlare di temi universali, alternando la critica all'ironia, cercando l'essenzialità ed il realismo, utilizzando la vocalità ed il silenzio, il gesto quotidiano e l'immaginazione pura dei bambini.

La mostra Pina Bausch: teatro dell’esperienza, danza della vita sarà aperta presso il Cubo di Mario Botta a Palazzo Crepadona a Belluno dal 3 al 10 luglio 2008 con i seguenti orari: ven, sab, lun e mer 10.00–12.00 e 17.00–19.00 / dom, mart e giov 10.00–12.00.

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Al Filo d’Arianna Festival IL VIAGGIATORE INCANTATO

Progetto monografico dedicato al teatro e alla scrittura di Marco Baliani

 

Nel ventennale della creazione di Kohlhaas, spettacolo cult che ha dato vita al teatro di narrazione in Italia, prende il via al Filo d'Arianna Festival il progetto Il viaggiatore incantato, che accompagnerà Marco Baliani nel corso di tutta la Stagione 2008/2009.

Il regista, attore, autore, già molto apprezzato dal pubblico bellunese, ha scelto la città di Belluno e il Filo d’Arianna Festival per inaugurare questo importante percorso all’interno del quale esso stesso si definisce un corpo narrante, un corpo che genera racconti per scoprire, attraverso l’oralità teatrale, nuove forme e sostanze da intrecciare con memorabili narrazioni, alla ricerca di quella soglia che rende visibile l’invisibile.

Un percorso di ricerca teatrale che Baliani vuole segnato dalla parola stupore, una parola che è quasi un talismano con il quale va cercando, nel tempo, quei personaggi, quelle storie, quei conflitti che generano in lui una necessità prorompente di essere raccontati. E attraverso il racconto di essere salvarti in quei luoghi dell’altrove ove sia possibile fare esperienza di altri mondi, di altre parole e di altri orizzonti. Baliani sa che per riuscirci servono occhi bambini, occhi capaci di sfuggire all’uniformità schiacciante in cui questo nostro occidente sembra precipitare con voluttuoso accanimento. E il senso di questo suo grande progetto artistico, il senso del suo esistere come artista, oggi è proprio questo: cercare quegli occhi, occhi che si portano dietro altre orecchie e sensi e tatti e profumi e memorie… e altre storie.

Il progetto realizzato per il Filo d’Arianna è una proposta molto articolata, che ci accompagnerà in modi diversi lungo tutto lo svolgersi del Festival (dal 27 giugno al 6 luglio con appuntamenti a Belluno ed Auronzo di Cadore) e che darà modo al pubblico di apprezzare Baliani per le sue molteplici sfaccettature, ricchezze e capacità artistiche: un laboratorio di formazione teatrale, due spettacoli Tracce e Kohlhaas, una lezione sull’arte del racconto, un incontro dedicato ai suoi romanzi e una serata dedicata al Progetto Africa.

Il primo passo del progetto Il viaggiatore incantato sarà proprio il laboratorio di formazione teatrale da Baccanti di Euripide, che si svolgerà fra il 27 giugno e l’1 luglio presso la Spazio Giovani di Borgo Prà. Il percorso di formazione ha riscosso notevole consenso, tanto che tutti posti disponibili sono andati esauriti fin dai primi giorni di prenotazione. Nel corso del laboratorio Baliani mostrerà il suo metodo di lavoro per affrontare un testo, poi gli esercizi, le tecniche, le dinamiche finalizzate, prima di tutto per costruire un gruppo, e poi per cominciare a creare fisicamente le scene. Il testo di Euripide sarà la mappa da esplorare, da indagare, su cui creare altri racconti, su cui provarsi al confronto con il nostro essere di oggi, col nostro vivere e patire.

Primo spettacolo in calendario è Kohlhaas (mercoledì 2 luglio alle ore 20:45 presso il Cortile dell’Istituto Catullo – in caso di maltempo Auditorium Comunale – ingresso euro 12,00). Spettacolo memorabile, scritto da Baliani con Remo Rostagno, ormai definito cult grazie al grande riscontro di pubblico e critica. È la storia di un sopruso non risolto attraverso le vie del diritto che genera una spirale di violenze sempre più incontrollabile, un fatto di cronaca realmente accaduto nella Germania del 1500 e raccolto in pagine memorabili da Heinrich von Kleist. Fino al drammatico finale in cui il conflitto generatore dell’intera vicenda, cos’è la giustizia e sino a che punto in nome della giustizia si può diventare giustizieri, si risolve tragicamente lasciando intorno alla figura del protagonista una ambigua aura di possibile eroe del suo tempo. Su una sedia, al centro di uno spazio assolutamente spoglio, Baliani è insieme l’interprete e lo spettacolo, il narratore e il racconto, l’autore e tutti i suoi personaggi, ma anche il paesaggio, le percezioni, i sentimenti, la musica di quella terribile fiaba.

E il giorno successivo, giovedì 3 luglio (Cubo di Mario Botta Palazzo Crepadona h 22:30 – ingresso per l’intera serata euro 12,00), una grande occasione offerta per la prima volta proprio alla città di Belluno, una straordinaria lezione spettacolo sull’arte del racconto, A luci spente, durante la quale Marco Baliani offrirà un vero e proprio esercizio di narrazione, prendendo il racconto di Kohlhaas, la sua narrazione e scomponendola in pezzi, svelando la costruzione drammaturgica del testo, l’allenamento sensoriale del corpo che narra, esemplificando i passaggi narrativi, rimandando a riflessioni, commenti, digressioni, altre narrazioni. Baliani ci illustrerà anche la genesi dello spettacolo che è anche percorso personale, di vita, di memorie, di affetti, cercherà, dunque, non tanto di rivelare segreti, o misteriose alchimie, ma di aprire lo scrigno prezioso di un’opera, e mostrandone l’artificio, paleserne il pensiero, le tensioni che ne sorreggono l’impianto. In questo modo, per chi avrà precedentemente visto lo spettacolo, l’autore attore offrirà la possibilità di compiere un altro viaggio, dentro la materia di cui sono fatti i sogni.

Venerdì 4 luglio alle ore 18:30 presso il Cubo di Palazzo Crepadona (ingresso libero) un’altra occasione unica offerta al pubblico bellunese, per la prima volta nella sua carriera Marco Baliani si confronterà sul tema della sua scrittura letteraria e lo farà con il contributo di Antonio Audino, critico teatrale de Il Sole 24 ore. La singolar tenzone contraddittorio letterario sui romanzi di Marco Baliani, sarà un avvincente excursus letterario nella scrittura di Baliani, dai testi teatrali fino ad arrivare ai romanzi di formazione. Un botta e risposta sulle scelte narrative e sulla creatività del Baliani scrittore, per avvicinarsi per la prima volta ai suoi testi o avere la possibilità di approfondire le tematiche portanti dei libri assieme all'autore. Un interessante e divertente confronto vis à vis tra critico e scrittore animerà questo viaggio tra le parole, le visioni e la fantasia. Antonio Audino, critico teatrale de Il sole 24 ore, è curatore e conduttore della trasmissione di spettacolo Aladino su Rai Radio 3, docente di Metodologia e Critica dello Spettacolo all'Università di Roma 2.

Il secondo spettacolo teatrale proposto all’interno del Progetto Monografico Il viaggiatore incantato è Tracce (venerdì 4 luglio h 22:15 cortile Istituto Catullo – in caso di maltempo Auditorium Comunale – ingresso euro 12,00), sempre di e con Marco Baliani, tratto dall'omonimo saggio di Ernst Bloch. Dedicato allo stupore questo spettacolo, attraverso frammenti letterari da Dylan Thomas a Rilke, crea una specie di mappa, che percorre costellazioni narrative diverse, come un ronzio multiforme di racconti, aneddoti, ricordi, riflessioni, domande. Si disegnano tracce, ne nasce un ascolto immaginativo che procura incantamento, che evoca memorie e suggestioni personali. Dalle perigliose avventure borgatare di Nino alle incredibili gesta di Giuanin senza paura, da un'Acilia di umori pasoliniani all'Africa Nera dei bambini di Nairobi, le storie di Baliani si succedono in un lento ma inesorabile crescendo, che attrae come un canto delle sirene, catturando lo spettatore, novello Ulisse, con il fascino dell'ignoto...

Ed infine, in cartellone sabato 5 alle ore 22:00 a Belluno (Cubo di Mario Botta a Palazzo Crepadona – ingresso libero) e ad Auronzo di Cadore domenica 6 luglio alle 21:00 (Teatro Kursaal – ingresso libero) una serata dedicata a Marco Baliani e l’Africa con la proiezione di Pinocchio Nero. Pinocchio Nero è l’esito teatrale in forma di spettacolo di un lungo percorso di riabilitazione sociale svolto da Marco Baliani tra i ragazzi di strada di Nairobi, sotto forma di volontariato artistico, in collaborazione con Amref. Un percorso a tappe, dal 2002 al 2004, in cui, attraverso un costante lavoro di tecniche teatrali, in collaborazione con altri artisti, i venti ragazzi coinvolti hanno usato il teatro per abbandonare la strada e riflettere, attraverso la metafora di Pinocchio, sulla loro condizione di emarginati e sulle strade possibili per riabilitarsi e reinserirsi nel tessuto sociale. Il documentario di Angelo Loy, che viene presentato, segue l’intero percorso creativo del progetto e testimonia come l'Africa e la pratica teatrale si contaminino reciprocamente, in un incontro destinato a lasciare il segno...

Tutti gli appuntamenti del Progetto monografico dedicato al teatro e alla scrittura di Marco Baliani Il viaggiatore incantato saranno accompagnati dalla presenza della libreria Campedel, che darà l’opportunità agli spettatori di acquistare i testi di Baliani.

 

Marco Baliani attore, autore e regista. Con lo spettacolo Kohlhaas del 1989 attraverso un originale percorso di ricerca, dà vita al teatro di narrazione, che segna la scena teatrale italiana.

Per cinque anni, dal 1996 al 2000 dirige il progetto artistico I Porti del Meditarraneo (ETI-Ente Teatrale Italiano) producendo spettacoli corali con attori provenienti da diversi paesi dell'area mediterranea.

Con Maria Maglietta conduce una ricerca sulla drammaturgia narrativa con spettacoli-evento per molti attori, sulle memorie dei soldati della Prima Guerra Mondiale in Trentino Come gocce di una fiumana (Premio IDI per la regia), sulla strage di Bologna del 2 agosto Antigone delle città. Nel 2008 dirige la trasposizione teatrale de La pelle di Malaparte per il Teatro Metastasio di Prato.

Come attore cinematografico è diretto da Mario Martone, Francesca Archibugi, Cristina Comencini, Roberto Andò e Saverio Costanzo.

Con il figlio Mirto, musicista, crea il libro per bambini Il signor Ventriglia (ed. Orecchio Acerbo). Per la Rizzoli pubblica Corpo di stato, testo dello spettacolo teatrale trasmesso su Rai 2 in diretta televisiva nel maggio 1998 per i vent'anni dalla morte di Aldo Moro.

Con Felice Cappa per la Garzanti pubblica Francesco a testa in giù, per la Rizzoli il romanzo Nel Regno di Acilia e il diario dell'esperienza teatrale con i ragazzi di strada di Nairobi Pinocchio Nero (Premio teatrale Ubu 2005) e nel 2006 sempre con la Rizzoli il libro L'amore buono, cronaca diario dell'omonimo spettacolo sul tema dell'aids con altri ragazzi dello slum di Nairobi. Nel 2008 pubblica con la Rizzoli la raccolta di racconti La metà di Sophia.

INFO 0437-950555

 

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32100 Belluno
Tel. 0437-950555
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