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Pagina aggiornata il 27 febbraio 2008


Stagione di teatro contemporaneo DOC 2008

le parole necessarie

teatro comunale - logo



Teatro Comunale

 

COMUNE DI BELLUNO - FONDAZIONE TEATRI DELLE DOLOMITI
PROVINCIA DI BELLUNO Assessorato alla Cultura
REGIONE DEL VENETO Giunta Regionale
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI
ARTEVEN Circuito Teatrale Regionale

Stagione di Prosa DOC 2008

Direttore artistico: Daniela Nicosia

PRESENTAZIONE ... leggete

Inizio spettacoli ore 20:45

  • Domenica 27 aprile 2008
    VIAGGIATORI DI PIANURA acque mobili

    di Gabriele Vacis e Natalino Balasso
    con Laura Curino, Natalino Balasso, Cristian Burruano
    regia Gabriele Vacis
    scenofonia Roberto Tarasco
    scene Lucio Diana
    produzione A.T.A.–Teatro Regionale Alessandrino

     

    L’acqua del mondo si sposta da una parte all’altra, s’innamora della luna sballottando i nostri destini. Il mare è uno solo e ha i fiumi per chioma, e noi, come al solito, cerchiamo nelle cose un ordine che ci faccia aggrappare alla salvezza.
    Un treno ad alta velocità attraversa una pianura che si muove a bassa velocità.
    Nello stesso vagone si ritrovano casualmente alcuni viaggiatori accomunati da un medesimo destino. Quando cominciano a raccontare agli altri la propria storia, scoprono di essere tutti, in qualche modo, dei reduci... di essere tutti sopravvissuti all’acqua. L’acqua del Polesine, l’acqua di New Orleans, l’acqua dello Tsunami, l’acqua dei mille posti inondati, più o meno conosciuti. Mentre il treno continua la sua corsa, si intrecciano le storie: quella di Regina, ragazza polesana sposatasi proprio il 18 novembre 1951, giorno in cui il Po ha rotto gli indugi e gli argini allagando ogni cosa; quella di Ce-dric Lafontaine, veneto di terza generazione, scatenato chitarrista in un complesso blues di New Orleans e quella di un giovane animatore di un villaggio turistico a Pi Pi Iland, nell’Oceano indiano. Sono tutte vicende dolorose, dalle quali, chi è riuscito a sopravvivere, ha ricavato una nuova consapevolezza della precarietà umana ed ha trovato la forza per continuare a vivere nel ricordo di chi l’acqua si è portato via, perché, come dice uno dei tre protagonisti: inferno e paradiso sono vicini di casa. Il testo è carico di suggestioni e di richiami sapientemente calibrati tra il patetico e l’ironico e la recitazione, in perfetto stile Vacis, si sviluppa in un incalzare continuo, aggiunge ritmo al ritmo, si ferma un attimo per rifiatare e poi riparte ancora più energica.



  • domenica 11 maggio 2008
    BAR

    di Spiro Scimone con Francesco Sframeli e Spiro Scimone
    scene e costumi Titina Maselli
    regia Valerio Binasco
    produzione Compagnia Scimone Sframeli


    Poche sedie arrugginite, uno stereo da tre soldi che trasmette Mina, un bidone, bottiglie vuote. Nino e Petru hanno scelto il retro di un bar per nascondersi al resto del mondo e per aspettare il giorno della grande svolta.
    Nell'attesa i due navigano a vista tra l’incerto domani, i sogni di cambiamento, di fuga, di riscatto e di rivincita sociale. L’uno, il barista, che vive e dorme ancora con la madre nonostante l’età, sogna di lavorare in un American Bar dove si preparano gli aperitivi ed ha già la giacchetta verde che si è fatto fare su misura anni prima, aspettando l’occasione giusta. L’altro ha venduto i pochi gioielli di famiglia ad un piccolo boss locale che gli promette un lavoro, trattenendogli però i primi tre mesi di stipendio, che mai arriverà. Sono personaggi beckettiani che aspettano il giorno migliore, il giorno perfetto. I dialoghi di Scimone sono composti di battute incisive, con effetti comici e inquietanti cupezze, mentre con tono sommesso ci raccontano il quotidiano del dramma.
    Osservando Nino e Petru riusciamo a vedere un universo intero, il mondo delle persone che stanno ai margini, un mondo che si delinea attraverso la disoccupazione, il lavoro nero, il machismo del Sud, l’alcool e le prostitute, i mafiosi che controllano il quartiere, che è tutto il loro mondo senza alternative, le truffe per arrivare a domani, le carte come unica soluzione di salvezza. In Bar si parla di un mondo di solitudine, di soprusi, di sopraffazione. Ma negli sguardi, nei silenzi, nei piccoli gesti dei protagonisti c'è ancora spazio per la speranza, ancora desiderio di amicizia, di amore, di solidarietà.

     

    Premi UBU 1997 come nuovo attore e nuovo autore
    rispettivamente a Francesco Sframeli e Spiro Scimone

  • domenica 25 maggio 2008
    MARILYN MONROE

    con Lucilla Giagnoni
    progetto e regia Michela Marelli
    testo Michela Marelli e Lucilla Giagnoni
    musiche Paolo Pizzimenti
    scene e luci Alessandro Bigatti, Andrea Violato, Massimo Violato
    abito di scena Sartoria Bassani
    produzione Teatro in-folio


    Un'attrice vestita di bianco, il vento all’improvviso le solleva la gonna. È Marilyn Monroe, la riconosciamo tutti. L'abbiamo vista al cinema, sui poster, nelle pubblicità. È diventata un mito, consacrata dalla morte precoce. Immortalata in alcuni film indimenticabili. Nella nostra fantasia ha sempre con sé il suo piccolo ukulele, e canticchia Diamonds are girl's best friends. Ce la ricordiamo così, gioiosa, svagata. Bisogna essere molto intelligenti per poter recitare la parte della sciocchina, scrive di lei un critico, ma è uno dei pochi ad accorgersene durante la vita di Marilyn. Per lei, dare vita ad una parte valeva quanto la vita stessa, «Voglio essere perfetta» ripeteva. Ciò che Marlyn ha detto e fatto, quello che gli altri hanno creduto di udire e vedere, tutto, davanti ad un tale mito, si confonde tra realtà e leggenda. Il monologo di Marelli e Giagnoni tocca i momenti chiave dell'esistenza dell'attrice americana: dalla primissima infanzia, trascorsa in affido, all'adolescenza, agli inizi della carriera da modella, ai dissapori sul set cinematografico, agli amori burrascosi, fino al misterioso suicidio. Non è solo gossip, è il racconto di una vita. La vita di una donna a cui siamo affezionati pur avendola vista solo da lontano, una donna meravigliosa che vorremmo poter consolare, per tornare a sorridere con lei.

  • Domenica 4 maggio 2008

    spettacolo fuori abbonamento

    Storie Interrotte - Progetto per la Festa dei Lavoratori

    QUESTI FIORI LI HO RACCOLTI STAMATTINA
    dialoghi nella storia di Giuseppe Di Vittorio


    con Gigi Borruso, Massimiliano Geraci, Pietro Massaro
    musiche composte ed eseguite dal vivo
    da Umberto Sangiovanni e Daunia Orchestra
    adattamento teatrale Alfio Scuderi
    regia Alfio Scuderi

    Un’emozionante ballata per voce ed immagini ricorda e celebra Giuseppe Di Vittorio, uomo politico, segretario storico della Cgil, eroe sindacale e bracciante. Una personalità forte e carismatica che ha contribuito a costruire la moderna Storia d’Italia, certamente una delle personalità più ricche e affascinanti espresse dal movimento sindacale italiano. In scena s’intrecciano fotografie, dialoghi storici, racconti, musiche e canti della terra, storie dei campi di ieri e di oggi, un racconto tra luci e ombre, tra lotte vinte e battaglie perse, tutte combattute per sconfiggere il degrado e lo sfruttamento dei braccianti- schiavi, dei lavoratori del Sud e non solo. Lo spettacolo fa parte del progetto Storie Interrotte, realizzato in collaborazione con Arteven-Circuito Teatrale Regionale, promosso dal Dipartimento per le Politiche di Sviluppo del Ministero dello Sviluppo Economico.

  • Informazioni e prenotazioni: 0437-943303, dal martedì al venerdì dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 17:30.

    Campagna abbonamenti 0437-943303, dal martedì al venerdì dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 17:30.
    Rinnovi con diritto di prelazione fino a venerdì 21 marzo.
    Nuovi abbonamenti da martedì 25 marzo.

    Biglietti per i singoli spettacoli

    • prenotazione telefonica 0437-943303 dal martedì al venerdì dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 17:30
    • acquisto nei giorni di rappresentazione presso il Teatro Comunale 0437-940349 dalle 17:00 alle 20:45.

    Prezzi:
    Abbonamento euro 30,00 (valido per 3 spettacoli)

    Biglietti per i singoli spettacoli
          Intero euro 15,00
          Ridotto euro 12,00
         
    Riduzioni under 18 e over 65

    Tib Teatro
    piazzale Marconi, 2/b - 32100 Belluno
    Tel 00 39 0437-950555 / Fax 00 39 0437-956176
    info@tibteatro.it

 

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